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FIRENZE: 9 ANNI IN GABBIA ED UNA SOLA PASSEGGIATA!!!!!! ADOZIONE DEL CUORE URGENTE

orecchioneADOZIONE DEL CUORE: ORECCHIONE, TUTTO BIANCO, 40 KG, DA 9 ANNI VIVE CHIUSO IN UN BOX SENZA UN FILO D’ERBA.

LE VOLONTARIE LO HANNO PORTATO IN PASSEGGIATA SOLO UNA VOLTA. NEL CANILE DOVE E’ RINCHIUSO CI SONO POCHI VISITATORI, E NESSUNA POSSIBILITA’ PER LUI. BASTEREBBE UN GIARDINO ANCHE PICCOLO PER FARLO RINASCERE.

MASSIMA DIFFUSIONE- 27/09/2013- Prov Pisa

L’unica possibilità per Orecchione è questa foto, il suo bellissimo aspetto, grande, il pelo bianco, la lingua fuori in una dolce speranza, solo perché è stato preso per questa fotografia, gli occhi bassi, timidi. Non sembra un orso polare?
Orecchione è un cane adulto, ormai quasi vecchio. E’ entrato in canile nel 2004, e sono 10 anni che vive dentro un box piastrellato, senza un filo d’erba. Lui, che ha un’aspetto così imponente e nelle sue zampe urla il bisogno di camminare. Con il tempo si è ingrossato, ma è per la vita dentro il box, una vita che si trascina nel niente da 10 anni.

Lui è grande, pesa circa 40 kg, e in un box fa fatica persino a camminare.
In quel box Orecchione deve vivere completamente solo. Per questo quando è stato tolto sembrava incredulo, e teneva gli occhi bassi, come se non riuscisse a credere di essere fotografato. Le volontarie lo hanno portato fuori dal box in passeggiata solo 1 volta, e poi hanno scattato questa foto, in cui Orecchione era sorridente, forse felice.

Questa foto è la sua unica possibilità, in un canile dove i visitatori non vengono e dove lui è condannato a morire, se qualcuno di noi non lo salva.
E’ un cane buono, si è lasciato accarezzare, coccolare, quell’unica volta in dieci anni. Ma dopo 10 anni passati in un box avrebbe bisogno almeno inizialmente di un giardino, anche piccolo. Va d’accordo con le femmine e pensiamo che dopo dieci anni di solitudine il suo cuore si riempirebbe di gioa ad avere qualcuno vicino.

Orecchione sembra un dolce orso polare dimenticato su una piccola banchisa, alla deriva, da solo. La corrente lo ha trascinato via e nessuno è arrivato a salvarlo, perché questo accade solo nei film. La sua banchisa non era bianca, era grigia, il box di un canile, e l’aria greve da respirare per dieci anni. Ma lui è sempre rimasto lì fermo e coraggioso, ad aspettare.
Come se davvero fosse al polo, smarrito su una lastra di ghiaccio alla deriva e guardasse l’orizzonte, aspettando qualcuno che venga a salvarlo.

Lo porteremo dappertutto con una staffetta.
Prov. di Firenze
Patrizia 3470437432 p.dorcich@gmail.com
Roberta.pe@tiscali.it

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